Storie D'Amore - Francesca Vitelli Atelier

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CLAUDIO E RODICA: UNA STORIA D’ AMORE…
26 novembre 2006:  questo giorno rimarra’ per sempre indelebile nella mia mente…E’ stato il giorno in cui ho incontrato Lei, il giorno in cui ho incontrato l’Amore!
Certo, le circostanze in cui e’ avvenuto il nostro primo incontro non sono state  proprio quelle tipiche della maggior parte delle storie d’amore, ma tant’e’, l’incontro fatidico c’e’ stato e da lì tutto ha avuto inizio.
Era una domenica pomeriggio ed io mi recavo pigramente in Ospedale per svolgere il mio turno di lavoro come infermiere. Giunto nel mio Reparto ho avuto a malapena il tempo di salutare i colleghi che si accingevano a terminare il loro turno di lavoro che ho incontrato Rodica. Era bellissima e un po’ disorientata  e mi chiese di potersi allontanare dal Reparto per fumare una sigaretta insieme ad una sua amica che era venuta a trovarla. Istintivamente le risposi subito di sì, ma un mio collega mi riprese immediatamente impedendole di uscire viste le sue condizioni cliniche.
Incuriosito da questa ragazza di soli 26 anni andai subito a spulciare la sua Cartella Clinica per capire il motivo che la costringeva in Ospedale. Come immaginavo si trattava di qualcosa di anomalo: una ragazza che nella sua giovane vita non aveva mai avuto problemi di salute e che all’ improvviso, dopo essere svenuta sul posto di lavoro, si era ritrovata presso il Nosocomio.
Di quel giorno non ricordo molto altro se non la sgradevole sensazione che forse quella ragazza così carina potesse essere stata anche molto sfortunata. Nei giorni seguenti facemmo conoscenza e, pur frenato dalla situazione e dal ruolo che avevo in quel ambito non potei fare a meno di liberare la mia curiosità verso Rodica. Scoprii, quindi, una ragazza molto dolce ed, al tempo stesso, determinata che ormai da quattro anni viveva in Italia (è di origine Romena) e che usciva da una relazione di breve durata che l’aveva fatta soffrire al punto da non voler, almeno nell’immediato, rituffarsi in una nuova storia sentimentale.
Per quanto riguarda il sottoscritto, posso solo dire di essere sempre stato molto professionale nel mio lavoro ed eticamente inappuntabile, ma quella volta era diverso: lo negavo a me stesso ma quella ragazza sempre sorridente e con due occhi grandi, neri e profondi come il mare mi attirava a sé come il canto di una sirena, come una potentissima calamita alla quale la mia volontà ed il mio senso critico non potevano opporsi in nessun modo!  
Come temevo, la diagnosi derivante dagli Esami Radiologici che Rodica eseguì in quei giorni fu impietosa! Una massa tumorale si era sviluppata nella sua testa.
Non voglio soffermarmi troppo nella descrizione di quei momenti che ovviamente furono drammatici se non per ricordare ancora una volta il coraggio e la dignità con cui la mia Rody affrontò questa terribile notizia. Anche per me fu un duro colpo, ma a quel punto, successe una cosa abbastanza singolare: nonostante tutto, la nostra conoscenza andò avanti come se corresse su un binario parallelo rispetto alla difficile realtà del momento! Rodica, infatti, (ed è anche per questo motivo che le dico sempre che è una persona speciale) non chiuse il suo cuore per pensare una volta tanto solo a se stessa ma, al contrario, mi permise di starle vicino e di vivere con lei quei momenti come se l’Ospedale, la Malattia ed il futuro incerto non fossero mai esistiti!
E fu proprio in quei giorni che naque il Nostro Amore! Rody era stata trasferita in un altro Reparto ed io, deciso più che mai a non mollarla nemmeno per un secondo, ero lì con lei; perso in estasi nei suoi occhi meravigliosi quando finalmente ci demmo il nostro primo bacio! A quel punto capìi che quella splendida ragazza doveva essere mia per sempre e che qualunque cosa fosse successa, qualunque ostacolo il Destino ci avesse posto davanti, noi lo avremmo superato insieme!
E così Rodica fu trasferita in un altro Ospedale dove venne eseguito l’intervento chirurgico di asportazione della massa tumorale. Furono anche quelli giorni molto difficili, ma li trascorremmo in modo felice, quasi incosciente perché la spensieratezza e l’euforia che derivavano dal nostro Amore nascente ci facevano vivere leggeri anche quei momenti!  Eppoi le passeggiate nel giardino del Nosocomio, le chiacchierate nei pomeriggi interminabili ed i baci rubati qua e là per soddisfare un desiderio di Amore che cresceva nei nostri cuori e che non vedeva l’ora di spiccare il volo!
Non scorderò mai la stretta che sentivo nello stomaco mentre mi recavo da Lei al solo pensiero che di lì a poco l’avrei rivista; la delusione che provavo quando, arrivando nella sua stanza, trovavo qualche sua amica che come me era andata a trovarla… Mi rendo conto dell’assurdità della cosa ma ero geloso persino della sua ombra; la volevo in ogni istante tutta per me ed il solo pensiero di dovermi “mettere in fila” per poterle parlare e stare con Lei mi faceva male!
Rody dal canto suo mi faceva sempre sentire importante nonostante la nostra brevissima conoscenza; mi guardava con occhi innamorati (anche se non lo ammetterà mai!) ma, al tempo stesso, evitava di coinvolgermi nella sua vita al cento per cento quasi volesse preservarmi da una situazione difficile che Lei percepiva come esclusivamente sua.
Ma come credo ormai sia perfettamente chiaro, a me importava solo di Lei, non della sua malattia o delle conseguenze che questa le avrebbe potuto portare. Anche con i capelli corti, ad esempio, la vedevo bellissima, il suo sorriso sembrava ancora più ampio ed i suoi occhi mi facevano male per quanto apparivano luminosi e profondi.
E finalmente arrivò il giorno della dimissione; Rodica tornava a casa! La nostra storia potè finalmente spiccare il volo, crescere a 360 gradi; potevamo amarci come non era stato possibile fare per ovvie ragioni e, soprattutto, potevamo vederci e stare insieme in ogni momento in cui l’avessimo desiderato. Fu tutto bellissimo; al di fuori del contesto ospedaliero potemmo liberare una volta di più le nostre personalità ed i nostri caratteri che sembravano abbracciarsi in un modo così perfetto che non avrei osato immaginare nemmeno nei miei più fervidi sogni.                             Rody era dolce, piena di vita. Passammo un bellissimo Natale insieme, sembrava che ci conoscessimo da una vita. Lei mi presentò alla sua famiglia con cui viveva qui in Italia ed io la feci entrare in casa mia e la presentai alla mia famiglia; inutile dirvi che conquistò subito tutti con la sua semplicità, la sua spontaneità e la sua dolcezza. Vivevamo un sogno, la malattia sembrava ormai lontana secoli da noi ed il futuro ci apparteneva.
Ma i sogni si sa, spesso anche i più dolci purtroppo comportano un brusco risveglio. Un giorno di metà Febbraio, infatti, Rodica mi chiamò al telefono ed in lacrime mi diede il responso della visita medica di controllo che aveva appena effettuato.
Purtoppo l’approccio terapeutico conservativo con cui era stata trattata non ebbe alcun effetto positivo. La massa tumorale che non era stata asportata se non in minima parte non poteva essere aggredita con terapia radiante o farmacologica; andava per forza rimossa chirurgicamente in modo assolutamente radicale. Un altro maledetto intervento chirurgico si prospettava per il mio Amore. Un altro maledetto ricovero in un altro Ospedale si frapponeva fra noi e la nostra voglia di vita insieme. Stavolta poi la situazione era, se possibile, ancora più dura e difficile. Sapevamo ciò a cui andavamo incontro, le possibili conseguenze sulla salute di Rodica che un secondo radicale intervento avrebbe potuto comportare e, soprattutto, la cosa che più di tutte mi faceva imbestialire era l’idea che il mio Amore dovesse ancora subire le angherie di un Destino sadico deciso a torturarla perché ancora non pago di tutte le sofferenze e le difficoltà che le aveva già causato.  
Otto ore. Otto ore sono un tempo interminabile da trascorrere davanti ad una Sala Operatoria nell’ attesa che qualcuno esca fuori e ti dica che è tutto finito, che tutto è andato per il meglio e che presto rivedrai il tuo Amore bella e sorridente come quando l’hai lasciata. E’ un tempo in cui rischi di impazzire e l’unica cosa che puoi fare non e’ pensare ai momenti felici trascorsi insieme perché questo comporterebbe l’ipotesi odiosa e spaventosa di una possibile perdita; l’unica cosa che puoi fare è liberare la mente, svuotarla completamente come se decidessi di “morire per un pò”, in attesa di tornare a vivere insieme a Lei ed a riempire di nuovo la tua esistenza con tutto quello che solo Lei può darti.
Per fortuna, dopo un’attesa interminabile, mi venne incontro il neurochirurgo che aveva operato Rodica e mi disse che l’intervento si era concluso positivamente. Fù come riaffiorare da un abbisso; il mio Amore ce l’aveva fatta, aveva superato lo scoglio più duro; ancora una volta, nonostante il suo aspetto dolce e delicato, si era dimostrata forte come una leonessa ed era tornata da me per farmi felice! Provai un’ emozione indescrivibile: pensavo al mio Angelo che per fortuna non era volato via e non vedevo l’ora di poterla riabbracciare, di poterle dire quanto l’amavo e, soprattutto, non vedevo l’ora di ricominciare a vivere con lei e per lei!
Dopo due giorni trascorsi in Terapia Intensiva, Rodica venne trasferita in Reparto e qui, riaprendo per la prima volta gli occhi, fece qualcosa che sorprese tutti, compreso me. Qualcosa che mi fece capire, ancora una volta, quanto fosse una persona straordinaria, una con la quale condividere la propria vita!
Io, in quel momento mi trovavo fuori del Reparto insieme con la mamma e la sorella della mia Rody. Lei, come dicevo, aprì gli occhi e, non riuscendo ancora a proferire parola iniziò a darsi dei colpetti sul petto tra lo stupore generale delle infermiere che la stavano assistendo. Quest’ ultime, non capendo il significato di quel gesto, cominciarono a farle delle domande senza però riuscire ad indovinare. A quel punto una di loro pensò bene di porgere a Rodica un blocchetto di carta ed una matita per farle scrivere quello che nessuno, in quel momento, riusciva a capire. Lei non scrisse nulla; disegno’ un “pupazzetto”. Di quelli che si fanno con un cerchio e delle stanghette; beh insomma, quel pupazzetto ero io! Quei colpetti di cui vi parlavo prima, erano colpetti al cuore! Rodica, appena riaperti gli occhi, desiderava avere vicino a sé una sola persona… me! Il suo cuore! Appena l’ infermiera capì uscì fuori dal Reparto per chiamarmi; io, senza aver compreso bene cosa fosse successo, entrai immediatamente e corsi dal mio Amore; la trovai senz’ altro provata e tutt’ altro che bene ma la luce che emanavano i suoi occhi nel rivedermi parlava da sola e mi diceva più di quanto potessero fare mille parole! Fu come incontrarla di nuovo per la prima volta: il cuore andava a mille all’ora, lo stomaco mi si torceva dall’ emozione e le lacrime bagnarono i miei occhi! Il nostro Amore aveva trionfato di nuovo; la nostra vita poteva ricominciare ed il nostro futuro, finalmente, tornava ad apparirci meno cupo e spaventoso di quanto non ci fosse sembrato prima dell’ intervento.
A quel momento magico fecero seguito altri cinque mesi di ricovero ospedaliero. Il percorso di guarigione per il mio Amore fu lungo e faticoso e passò attraverso momenti anche molto difficili e dolorosi. Ma come successe anche la prima volta, il nostro Amore ci permise di affrontare con coraggio e determinazione qualsiasi ostacolo ci si parasse davanti. E non importava se ci trovavamo in un Ospedale invece che al cinema, o in un ristorante, o in un bel luogo di vacanza; il sentimento che ci univa (e che ci unisce) cresceva e si sviluppava in quel luogo “inusuale” così come un fiore può crescere sull’asfalto perchè quello che importava e di cui avevamo bisogno era tutto lì, nei nostri occhi e nei nostri cuori. Il resto era solo un dettaglio, un qualcosa che presto o tardi sarebbe sparito ed avrebbe lasciato il passo alla completa realizzazione del nostro Amore.
Potrà sembrare assurdo, ma ancora oggi, quando ripenso a quel lungo periodo trascorso con Rodica in Ospedale, il  ricordo che per primo riaffiora nella mia mente è l’emozione che provavo quando salivo nella mia auto per andare da Lei e che cresceva in maniera smisurata durante il tragitto perché sapevo che presto l’avrei rivista, in tutta la sua bellezza e dolcezza, lì, ad aspettare solo me!  E così, arrivò finalmente il giorno della dimissione del mio Amore: inutile descrivere la nostra felicità! Ma una volta tornati a casa, ci rendemmo conto molto presto che vivere un rapporto da semplici fidanzati non era quello che volevamo! Io a casa dei miei genitori e lei con la famiglia di sua sorella… Non ci bastava, avevamo troppo bisogno l’uno dell’altra per poter vivere separati! Per troppo tempo avevamo sopportato momenti di lontananza, di semplici telefonate o di “ci vediamo domani”! Avevamo un desiderio irrefrenabile di crescere insieme con quell’intensità e quell’ardore che solo un rapporto di convivenza ti può dare!
Detto e fatto. Nel giro di poche settimane siamo andati a convivere ed un po’ per volta, abbiamo iniziato a costruire il nostro futuro e la nostra vita insieme. Dopo un paio d’ anni in cui abbiamo vissuto in affitto, ci siamo comprati una casa tutta nostra che nel giro di poco tempo abbiamo arredato con amore e passione rendendola calda ed accogliente.
Il resto è storia di oggi: Rody è una donna  eccezionale, si prende cura di me come fossi un principe, mi coccola, mi vizia e, soprattutto, mi guarda ancora con quegli occhi innamorati che qualche anno fà mi hanno fatto letteralmente perdere la testa! Io, dal canto mio, mi rendo conto, ogni giorno che passa, di amarla sempre di più, di dipendere da lei in modo fisico e, soprattutto, di voler trascorrere con lei tutti i giorni della mia vita! E’ per questo motivo, che pochi mesi fa, in una calda serata di Giugno le ho chiesto di sposarmi! Voglio stare con Lei per sempre, amarla, proteggerla, farla sentire una regina, alzarmi tutte le mattine dal letto guardando il suo viso e perdermi tra le sue braccia ogni volta che lo desideri!
Questa è la vita! A volte il destino può essere crudele, ti può mettere a terra e toglierti tutto, persino la speranza nel futuro; ma al tempo stesso, ti può aprire delle porte e darti delle possibilità che mai avresti pensato di poter avere. Solo che bisogna lottare, tenere sempre aperto il proprio cuore e ogni tanto, lasciarsi trasportare dalle proprie emozioni e dal proprio istinto.
Noi la nostra grande possibilità l’abbiamo avuta e l’abbiamo colta al volo, perché a volte la felicità va cercata, inseguita ed afferrata con tutte le proprie forze perché la vita non ti aspetta mai e che sia essa difficile o meravigliosa, serena o tormentata, l’importante sarà  sempre poterla condividere con la persona che ami!
 
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